domenica 2 luglio 2017

LO SCOPPIETTANTE LUGLIO DEL GIALLO MONDADORI.

Cari amici,

durante la mia prolungata latitanza forzata dal mondo del giallo poco è cambiato dal punto di vista editoriale; abbondadno i thriller contemporanei sia Italiani che nordici, mentre per qualcosa di classico ormai i limitati serbatoi a cui attingere sono la Polillo editore, che è tornata a produrre a buoni ritmi gialli spesso inediti nel nostro paese di autori anglosassoni talvolta misconosciuti (scelta coraggiosa che spero venga premiata costantemente almeno dallo zoccolo duro di intenditori che la colleziona) e il caro vecchio Giallo Mondadori.
In questo 2017, pare che il leit-motiv della collana sia l'esatto contrario di quello Polilliano, ovvero "andiamo sul sicuro". Nella collana inedita si propone ormai a cadenza trimestrale Anne Perry, autrice molto seguita che evidentemente assicura alla Mondadori entrate costanti, poi l'altra classicissima Ruth Rendell, poi la mia adorata Rhys Bowen, anch'essa ormai presenza irrinunciabile (anche se nell'ultimo di Lady Georgiana, "Delitto con replica", la serie gradevole e frizzante comincia a scricchiolare pericolosamente, causa ripetersi infinito di situazioni identiche senza un vero punto di svolta); insomma, pochi autori e quasi sempre donne, e spesso gialli storici perchè il filone adesso "tira" moltissimo, come lo scorso decennio andavano di moda i serial killer alla Saw o alla Dexter; insomma, poca o punta voglia di rischiare, col risultato di acchiappare una fetta di pubblico consistente ma di scontentare gli appassionati e gli esperti. Ciononostante, nel mese appena iniziato la casa editrice ha mandato in edicola una scelta di titoli davvero variegata, e in un paio di casi anche "controtendenza"; se da una parte nel giallo regolare troviamo l'ennesimo Anne Perry e nei classici  l' Ellery Queen d'ordinanza (tra l'altro con uno dei suoi romanzi meno interessanti, "Hollywood in subbuglio" anche se è la tradizione dei Queen estivi è davvero simpatica da perpetrare)  per assicurarci letture a sufficienza sotto l'ombrellone le collane raddoppiano, ossia abbiamo un "Giallo oro" che presenta il romanzo vincitore del premio Tedeschi, "Il club montecristo" di Fabiano Massimi (che non è il mio genere ma di solito i premi Tedeschi non deludono) e anche un "classico oro" che invece è imperdibile per chi non lo avesse ancora letto, ovvero "Il banchere assassinato" di Augusto de Angelis, nientemeno che il romanzo d'esordio della serie del commissario De Vincenzi, la più fortunata del grande e sfortunato autore Milanese che fu assieme a Varaldo il primo giallista nostrano specializzato in questo genere di narrativa, e che nel ventennio raccontò la propria città come nessun altro, prima di finire ucciso a furia di percosse da un esaltato repubblichino. Assolutamente da collezionare, un titolo che non può mancare nella biblioteca di un intenditore; spero sia l'inizio di una riproposta in edicola delle avventure di De Vincenzi, disponibili in libreria sia per Mondadori che per Sellerio e Castelvecchi, ma a prezzi ovviamente maggiori.



Ma è anche lo speciale di luglio che è davvero di grande qualità e pure "rischioso" per gli attuali standard della collana; in "Agli albori del giallo" si propongono infatti un romanzo di inizio novecento, e altri due testi addirittura del secolo precedente.



Cominciamo da quello più "recente" ovvero "I trentanove scalini" di John Buchan, che è più una spy-story avventurosa che un giallo vero e proprio ma sempre molto godibile; purtroppo io non l'ho mai apprezzato appieno in quanto vero e proprio fanatico del capolavoro che ne trasse Hitchcock nel 1935, migliorando davvero molto il testo di partenza aggiungendovi molta ironia e personaggi femminili indimenticabili, ma per chi non avesse visto il film leggere il romanzo potrebbe essere un'esperienza davvero piacevole.
Liquido in maniera frettolosa il racconto d'ordinanza che è "Il delitto della rue Morgue" di Poe, che non ha certo bisogno di presentazioni e che, anche se è una scelta molto scontata, credo stabilisca il record di testo più antico mai presentato nei gialli Mondadori, togliendolo al "Club dei suicidi" di Stevenson che resisteva ormai dal 1929 (!!) per passare al secondo romanzo, ovvero "Il cappello del prete" di De Marchi; in questa splendida inverted-story datata 1888, ambientata in una Napoli fosca e suggestiva, c'è da divertirsi davvero, oltre a riscoprire la prosa raffinatissima di uno dei più grandi autori Italiani; per maggiori informazioni rimando al mio articolo su questo romanzo, che pubblicai nel gennaio 2016.


Concludiamo la rassegna con lo Sherlock apocrifo; ultimamente non ho più seguito la collana a causa di una deriva delle trame verso scenari davvero troppo lontani dal canone, nemici troppo fumettosi e contemporanei e troppe incursioni nello steampunk e nel soprannaturale; non sono mai stato un purista degli apocrifi e non ho batuto ciglio nemmeno nel caso di Sh contro Dracula, ma non trascendo però sul fatto che almeno lo stile e le atmosfere debbano assolutamente ricordare quelle di Conan Doyle, mentre ultimamente così è stato solo in parte. In ogni caso, un ottimo modo di intendere l'apocrifo è anche la semi-parodia in chiave umoristica, come nel titolo di questo mese "Indagine a New Work per la signora Hudson" che vede Holmes e Watson nella grande mela nientemeno che in compagnia della loro simpatica affittacamere; beh, potrebbe essere un pastiche davvero insulso come un romanzo garbato e divertente, insomma, come si dice a Firenze, "Obbène bene, ommàle male" ma io questo mese ci provo.

Insomma, nell'attesa di altre gradevoli sorprese ad Agosto, direi che per il mese in corso non c'è proprio da lamentarsi.




4 commenti:

  1. Ciao Omar
    Per me é un ni.
    Preferisco recuperare con qualche Polillo e qualche pietra miliare su comprovendolibri.
    Ps se riesci letti il mio ebook su sherlockiana é brevissimo e sarei curioso della tua analisi...

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  2. Ciao Giordano, sinceramente io non sono un fan incondizionato ne dei GM, ne dei Bassotti o di qualsivoglia altra collana; quando fanno bene plaudo e segnalo, quando invece a parer mio le uscite non sono eccezionali non ne parlo; per me Mondadori questo mese ha fatto bene, meglio ad esempio di Polillo che della Ethel lina White, con tanti ottimi titolo ancora da scoprire della scrittrice, ci da il già arcinoto "La scala a chiocciola" seppur in altra traduzione.
    Per quanto riguarda il tuo ebook devo capire come fare (e non ho un conto online che mi permette di comprare materiale) ma se riesco ti leggo molto volentieri.

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  3. Il giallo di De Angelis deve essere interessante, se non altro dal punto di vista storico, dato che è scritto in quel periodo storico e non a posteriori come altre serie ambientate nel ventennio. I 39 scalini era un film delizioso ma l'ho visto talmente tanto tempo fa che posso anche leggere il libro tranquillamente

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  4. Esatto, il De Angelis è un giallo storico come vanno di moda adesso in Italia, ma scritto...in presa diretta. i 39 scalini di Hitchcock l'ho visto anch'io una volta sola...nell'ultimo mese :)

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